Zambracca


È la stanza di servizio che precede il reparto notte della casa: la camera da letto con l'antistante veranda e il bagno. d'Annunzio l'adibiva a diversi usi: spogliatoio, studiolo, e talora qui, soprattutto negli ultimi anni, si faceva servire pasti veloci e solitari. Il nome deriva da Zambra, parola di origine provenzale utilizzata con un'accezione negativa per indicare la stanza da letto: "Femmina di mondo, o vile, e di nessun pregio... meretrice... dalle stanze terrene in volta... talora per cameriera, o piuttosto cameriera sudicia, sciatta, servaccia".  

Scrittoio  

Qui, seduto allo scrittoio, dinnanzi ai grandi calchi del Partenone il Vate morì, colpito da emorragia cerebrale, la sera del 1° marzo 1938. Sullo scrittorio si trovano un servizio da penna in argento, una testa d'aquila in argento, il calco della testa dell'Aurora di Michelangelo, la cui doratura fu eseguita dallo stesso d'Annunzio.  

L'armadio cinquecentesco  

 

L'armadio cinquecentesco alle spalle dello scrittoio e quello sul lato sinistro contengono ancora gli abiti del Poeta. D'angolo è posto il ripostiglio dei "farmachi" di cui d'Annunzio fu abituale consumatore: il laudano e l'adalina, per esempio lo aiutavano a ritrovare un sonno che di anno in anno diventava sempre più difficile. Del resto, durante i periodi di intenso lavoro, il poeta era solito coricarsi non prima dell'alba, quando il gallo getta il grido vermiglio d'aurora.  

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