Le Laudi Laudi del Cielo del Mare della Terra e degli Eroi:
Le "Laudi" rappresentano un ambizioso progetto con il compito di difffondere il "verbo del vate". Questo doveva essere la "somma" della sua visione divisa in sette libri di "Laudi del del cielo del mare della terra e degli eroi", un progetto di celebrazione totale, che analizzasse tutto il reale. Nel 1903 venivano pubblicati i primi tre libri: "Maia", "Elettra" e "L 'alcyone", nel 1912 il quarto libro "Merope" dedicato all'impresa coloniale in Libia, nel 1918 il quinto volume con il nome di "Asterope", che comprende una raccolta delle poesie della prima guerra mondiale. I restanti volumi, pur  annunciati, non vennero mai scritti. Maia rappresenta una grande novità sul piano formale, perchè abbiamo l'uso del verso libero e l'abbandono della natura tradizionale e barbara. L'intento di D'Annunzio era quello di raccogliere in quel grande poema tutte le diverse ed infinite fasi della vita. Il poema è la trasfigurazione mitica di un viaggio in Grecia, visto come un'immersione nel passato mitico alla ricerca di un vivere sublime. Il mito classico ha il compito di riscattare il presente, caduto nel più totale squallore; per questo l'orrore della civiltà industriale si trasforma in una nuova bellezza e forza che D'Annunzio propone con un inno alla modernità capitalistica ed industriale. Nell'Elettra abbiamo una vera e propria propaganda politica diretta. Anche qui c'è un passato ed un futuro di gloria e grandezza, contrapposti alla degradazione del presente che deve essere riscattato. Le antiche civiltà italiane sono descritte minutamente e, anche se inserite in una civiltà moderna, conservano il loro passato prestigioso. Nell'Alcyone, al discorso politico viene sostituito il tema  della fusione panica con la natura. Il libro è come un diario ideale di una vacanza estiva, infatti le liriche si ordinano in modo organico, come se emulassero lo scorrere della stagione, in cui l'Io del poeta si fonde col fluire della vita e si identifica con le varie presenze della natura e per questo venne definito" vitalismo panico". Questa esperienza panica non è che una manifestazione dell'ideologia superomistica, perchè solo a pochi eletti è concesso il contatto con la natura. L'Alcyone di D'Annunzio si pone così come grande capostipite della poesia italiana del Novecento.


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