La stanza della Leda


  E' la stanza da letto, che d'Annunzio chiamava anche stanza del Prigione, a seconda che si riferisse al calco dorato della Leda Marciana (uguale a quello che abbiamo incontrato nella Stanza della musica) oppure a quello del Prigione michelangiolesco, entrambi collocati davanti al letto. Il gruppo della Leda è in una nicchia sul caminetto, schermato da un motivo in ferro, davanti a cui è collocato un bel gruppo bronzeo: Cacciatore con lancia e gazzella. Sul Prigione, proveniente dal Louvre, posato sopra uno zoccolo di legno con la scritta amor fati, d'Annunzio è intervenuto patinando e dorando il calco di propria mano. Sempre sua è inoltre l'iniziativa di cingerne i fianchi con un drappo di seta.  

  La Leda del Prigione  

 

Sull'architrave della porta che dalla Zambracca conduce a questa stanza si legge genio et voluptati, mentre sul lato opposto, c'è una copia della mattonella pavimentale del palazzo ducale di Mantova, recante il disegno del sole e il motto Per un dixir (per un solo desiderio).  

Il disegno della Leda  

In questa stanza da letto, troviamo suppellettili priapiche, e, in gran copia, idoli orientali e elefanti-guéridons, che la moglie sceglieva per lui a Parigi.  

Le Cineserie della stanza    

Intorno al letto sono posti tre dipinti: Il pomeriggio di un fauno (sinfonia), traduzione pittorica del brano musicale di Debussy (dal sonetto di Mallarmé), La Dogaressa e L'allegoria erotica. Il motivo rigato della tappezzeria si ripete nelle decorazioni del soffitto, con i versi della canzone dantesca: Tre donne intorno al cor mi son venute e seggonsi di fore; che dentro sede Amore, lo quale è in signoria della mia vita.

Il letto della stanza della Leda    

 

E' qui che si celebrano i riti amorosi: il poeta si è diffuso in note sparse nella descrizione dell'arredo che qui egli fa reagire con la presenza femminile, quasi che solo la donna possa esplicitarne il senso ultimo. Nel Libro segreto motiva così la sua intensa frequentazione femminile: io sono nato per studiare per comprendere per apprendere: questo significa che io sono nato per possedere. Fra tutte le creature della terra la donna è quella che noi possiamo più profondamente apprendere. Or è così giustificata l'assidua mia frequentazione.  

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