La stanza della Musica


  Fu ultimata nel 1926 e ideata, nel motivo ricorrente delle colonne, dallo stesso d'Annunzio che la chiamò anche Camerata di Gasparo e Stanza del contrappunto. E proprio a contrappunto sono intervallate le colonne, in numero di quindici: sulla più alta, al centro, è posta una copia in bronzo di Donatello, Eros che spezza l'arco, con le braccia tese, quasi a sorreggere il rivestimento del soffitto, un prezioso damasco un poco ricadente, trattenuto da cordami. Per ragioni acustiche la stanza è interamente rivestita dello stesso tessuto "bellutato", cioè cortinaggi in seta nera con motivi di belve dorate, domate dalla musica, secondo l'antico mito di Orfeo (motivo che riprende quello rinascimentale presente alla corte Estense di Ferrara). Altrettanto prezioso è un arazzo della famiglia Altemps, dono di Maria Hardouin.

La stanza dell Musica

Il caminetto fu disegnato da Maroni, con un motivo a colonne di Marmo a più colori: su di esso campeggiano idoli orientali e animali simbolici in bronzo.

  Il caminetto

Ricercata è l'illuminazione: sei colonne sono sormontate da zucche luminose e tre da canestri di frutta (sempre luminosa) in vetro di Murano.

 Cesto di Frutta Zucca

Al centro vi sono due pianoforti a coda e, fra gli strumenti musicali, un clarino, uno zufolo pastorale e una tiorba. Adornano inoltre la stanza un gruppo bronzeo in stile déco, una copia dorata della Leda marciana, un ritratto di Cosima Wagner, il calco dei volti di Lizt e Beethoven. In questa stanza la pianista Luisa Baccara, ultima amante del poeta, suonava di frequente e qui si esibivano anche gli archi del Quartetto del Vittoriale. Dalla prima finestra entrando, il 13 agosto 1922, d'Annunzio cadde e riportò una grave ferita al capo. Ignote sono le cause dell'incidente: certo è solo che il 15 di quel mese il Vate avrebbe dovuto incontrare Mussolini e Nitti, un vertice che invece disertò.

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