La stanza del Mascheraio
La stanza è così denominata dalla scritta, con rinvii petrarcheschi, su marmo verde, incorniciata sopra lo specchio: Al visitatore: teco porti lo specchio di Narciso? Questo è piombato vetro, o mascheraio. Aggiusta le tue maschere al tuo viso ma pensa che sei vetro contro acciaio.
La stanza del Mascheraio
Questa scritta è rivolta a tutti i visitatori, ma in particolare a Mussolini: fu infatti qui collocata in occasione della sua seconda visita al Vittoriale, nel maggio 1925. è evidente la vena polemica, ma, del resto, i contrasti tra il Duce e il Vate furono frequenti. In quell'occasione però, in un riservato colloquio "a tre occhi", come disse d'Annunzio, scherzando sulla sua menomazione fisica, fu definita la stampa mondadoriana dell'opera omnia finanziata dal regime. Alle pareti ci sono circa 900 volumi della biblioteca Thode, fra cui anche spartiti musicali. Sul tavolo si trova il Cavallo in bronzo di Elting, in spiccato stile déco. Il lampadario riprende la prediletta forma a cornucopia. In questa stanza sono anche collocati un grammofono e un apparecchio radiofonico: d'Annunzio amava ascoltare anche musica leggera, e non disdegnava il ballo; si conservano, fra l'altro, dischi di jazz, fox-trot, spirituals, e rhumba. Predilette da d'Annunzio erano le canzoni cantate da Joséphine Baker.