La fase della "bontà":

Dalla crisi dell'estetismo non si passa radicalmente a delle nuove soluzioni, ma vi sono diverse sperimentazioni, come per esempio l'influsso del romanzo russo. Nel "Giovanni Episcopo" del 1891, viene narrata la storia di un "umiliato" che giunge fino all'omicidio, dove si evince l'influso di Dostoievskij. Nell "Innocente"  del 1892 si va alla ricerca di una rigenerazione e di una purezza, raggiungibile solo grazie ad un recupero del legame coniugale e della vita in campagna. Il romanzo pubblicato prima in appendice al «Corriere di Napoli» e poi nel 1892 in volume. Strutturato come una narrazione in prima persona del protagonista, il romanzo è incentrato sulle vicende del "multanime" Tullio Hermil e della moglie Giuliana. A lei, ammalata, Tullio si dedica in modo modo particolare con una sorta di volontaristica pratica di "bontà", malgrado sia attratto e legato dall'amante Teresa Raffo. Ma proprio quando si libera da questo legame, crede di scoprire gli indizi di una relazione della moglie con lo scrittore Filippo Arborio. Nella pace della campagna tuttavia sembra che i due coniugi ritrovino una pienezza affettiva, ma la notizia che Giuliana è incinta fa riemergere i sospetti, complica i rapporti fra i due, fa sorgere nella loro mente un progetto delittuoso: sopprimere il nascituro, testimonianza di una fugace colpa, ostacolo alla realizzazione del loro "sublime" amore. E' Tullio che, esponendo al freddo invernale il bambino, I'"innocente", compie il delitto. Dal quale deriva nell'anima dei personaggi un cupo senso di desolazione e di fallimento. L'Innocente contribuì notevolmente all'affermazione di D'Annunzio: tradotto in Francia già nel 1893, prima del concludersi del secolo venne pubblicato in otto paesi europei e negli Stati Uniti. Nel 1893 pubblica la raccolta poetica intitolata "Poema Paradisiaco", dove si riscontra la voglia di un ritorno all'innocenza dell'infanzia e alle cose semplici. L'opera è una raccolta di liriche composte a partire dal 1891, pubblicata nel 1893; il titolo, dal latino paradisius = giardino, letteralmente equivale a "Poema dei giardini". In termini un pò schematici si può dire che questa raccolta costituisce il rovesciamento tematico del Canto novo: la natura, privilegiata qui nella sua emblematica dimensione di spazio chiuso del giardino, « perde il turgore le espansioni paniche per manifestarsi come atmosfera quieta, un pò sfatta, esausta che si precisa nella scelta dell'autunno e deIl'aprile (Autunno, Aprile). Il Dannunzio appare qui alle prese con la tematica decadente, ma segnata di rievocazione nostalgica, con aspirazioni  a una sorta di purezza e di spiritualizzazione delle passioni, che si traducono in un linguaggio e in una versificazione sapientissimi, come di colloquio e di confessione» Per i poeti crepuscolari il Poema ,paradisiaco sarà fondamentale punto di riferimento. Questa fase intermedia fra la crisi dell'estetismo e gli influssi di Nietzsche viene definita della "bontà" come lo stesso scrittore afferma.

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