Il Vittoriale degli Italiani


   

Non soltanto ogni stanza da me studiosamente composta, ma ogni oggetto da me scelto e raccolto [...] fu sempre per me un modo di espressione, fu sempre per me un modo di rivelazione spirituale, come uno dei miei poemi...

Con queste parole d'Annunzio ci invita a "leggere" la sua casa : solo così potremo comprenderne la bellezza e apprezzarne l'unicità. Entrandovi non facciamo altro che assecondare la volontà di D'anunnzio stesso, che l'ha donata agli Italiani, come grande patrimonio di se stesso ; egli fece della sua stessa vita l'opera d'arte che qui trova piena realizzazione.

Lusso, stravaganza e magnificienza, simboli della vita "irripetibile" di D'Annunzio, non sembrano collimare con l'aspetto campagnolo dell'abitazione originaria: non a caso l'amico Ojetti, vedendola, la definì più adatta ad un parroco che al Vate d'Italia: da qui il nome di Prioria. Il Poeta vi abitò durante quello che egli stesso definisce un esilio durato dal 14 febbraio 1921 fino alla morte, avvenuta il 1° marzo 1938; la casa è perfettamente conservata e oggi è possibile ammirarla proprio come era alla morte del poeta che ad essa dedicò cure assidue, arricchendola via via nel corso degli anni come un vero e proprio museo personale.

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