Tra gli anni Ottanta e l' Estetismo:
La stessa matrice irrazionalistica dell'esordio la ritroviamo nella produzione degli anni
Ottanta, che rivela una maggiore influenza dei poeti decadenti francesi ed inglesi. "L'intermezzo
di rime" del 1883 è basato sulla confessione della stanchezza sensuale,
mentre l'"Isaotta Guttadauro" è poco più che un esercizio
di recupero delle poetiche quattrocentesche. Nel 1890 con l' " Isotteo
" viene pubblicata la "Chimera", basata
sui temi della sensualità.Queste opere hanno come filo conduttore l'estetismo per cui
"Il Verso è tutto", l'arte è il massimo valore, gli altri valori ne devono
essere subordinati. La vita non è più regolata dalla morale, dalle leggi del bene e del
male, ma solo dal bello; "la Vita è un'opera d'arte".Il personaggio dell'esteta
si estranea dalla realtà, un realtà borghese tesa verso il profitto e il benessere,
creandosi un mondo fittizio e sublimato di pura arte e bellezza. Questo comportamento può
essere inteso come risposta ideologica alla crisi dell'intellettuale, perchè privato di
quella posizione privilegiata e di grande importanza di cui aveva goduto nelle epoche
precedenti. Quindi questo personaggio costruito nelle opere è una forma di risarcimento
per un condizione di degrado dell'artista. D'Annunzio non si accontenta di creare il
personaggio, ma vuole inserirlo nella realtà per identificarcisi, per questo motivo si
preoccupa di produrre libri di successo, di sfruttare i mezzi di propaganda e di
pubblicità, utilizzando abilmente i meccanismi della nuova società e riproponendo una
nuova figura di intellettuale che sembrava ormai sfatata.
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